La ricerca medica in Italia ,

specialmente quella clinica, non riceve praticamente alcun finanziamento pubblico. Le poche risorse disponibili sono riservate ai laboratori di base e comunque anche per questi sono largamente insufficienti.

Per ricerca clinica si intende lo studio epidemiologico delle malattie e dei loro rapporti con l’ambiente, la sperimentazione di nuove soluzioni mediche o chirurgiche già testate in laboratorio, la valutazione degli effetti dei farmaci sull’uomo, e così via. Essa è in genere meno rivoluzionaria e meno "scientifica" della ricerca di base, ma non per questo è meno importante, in quanto si occupa di mettere in pratica proprio quello che la ricerca di base ha individuato.

Le uniche risorse disponibili in Italia per la ricerca clinica sono quelle messe a disposizione dall’industria farmaceutica, risorse anche molto ingenti, ma comprensibilmente orientate a valutare problematiche legate agli interessi vitali dell’azienda. Alcune industrie sono anche disponibili a finanziare studi non direttamente correlati ai loro prodotti, ma questo è talvolta fiscalmente impossibile.

Esistono quindi , sulla carta, studi clinici potenzialmente molto utili che non possono essere effettuati in quanto non finanziati , e vengono detti studi orfani , a somiglianza di quanto accade con i farmaci orfani, utili ma finanziariamente non interessanti. Essi non sempre mirano a scoperte fondamentali , salvavita, ma talvolta anche a piccole migliorie in grado di migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Non è facile comprendere le ragioni della mancanza di adeguati finanziamenti pubblici alla ricerca clinica, come del resto l’assoluta mancanza di finanziamento per l’aggiornamento medico ed è d’altra parte comprensibile che venga data l’impressione di una forte influenza dell’industria sugli orientamenti della ricerca . Non è comunque nostro compito, né rientra nelle nostre possibilità influire sulla politica sanitaria, mentre sentiamo nostro compito di cittadini fare qualcosa, se pur in piccola scala, per invertire la tendenza all’appiattimento della ricerca medica in Italia. I medici che non fanno ricerca non si aggiornano e tendono a considerare fastidiosa ogni novità che disturbi la loro routine clinica quotidiana ….

Vi è ancora un valido motivo per stimolare la ricerca clinica in Italia : oggi la quasi totalità delle ricerche cliniche di una certa rilevanza vengono svolte negli Stati Uniti, ove, accanto ad un comunque forte finanziamento dall’industria, esistono numerosi grants (leggasi finanziamenti finalizzati) di origine pubblica e numerosissime ed importanti fondazioni di ricerca con fondi pubblici non farmaceutici. Ebbene, non tutti i risultati che vengono dagli Stati Uniti sono trasportabili tout-court nella nostra popolazione : la differenza genetica, i diversi costumi, la diversa nutrizione lo impediscono. Occorre spesso una validazione europea e , perché no, italiana !

Ogni specialità medica o chirurgica ha una sua ricerca clinica , con valenze più o meno rilevanti sulla popolazione a seconda delle patologie di cui si occupano. L’urologia è quella branca della medicina (e della chirurgia) che si occupa delle malattie dell’apparato urinario (reni, ureteri, vescica e uretra) e dell’apparato genitale maschile (prostata, testicoli, pene).

A causa del continuo aumento dell’età media della popolazione , nel mondo occidentale l’urologia è in continua espansione e comprende patologie estremamente diffuse nella popolazione, quali l’ipertrofia prostatica benigna , la calcolosi, l’incontinenza urinaria e purtroppo una serie di tumori maligni, quali il carcinoma della prostata, il carcinoma della vescica, il carcinoma del rene, i tumori del testicolo ed i tumori del pene. L’urologo si occupa anche dei problemi legati alla sterilità ed all’impotenza sessuale maschile.

UROVITA nasce dall’iniziativa congiunta di urologi e benefattori non medici, allo scopo di raccogliere fondi per finanziare ricerche cliniche nel campo dell’urologia, per la vita e la qualità della vita stessa, basandosi sull’attività di ricercatori italiani da soli o in collaborazione con centri europei ed americani all’avanguardia.

UROVITA è attiva su tutto il territorio nazionale ed è grata a chiunque voglia contribuire con idee e finanziamenti ai suoi obbiettivi.

UROVITA è una organizzazione non lucrativa di interesse sociale e pertanto i contributi ad essa versati sono detraibili dall’imponibile fiscale.

Il Direttore Scientifico

Paolo Puppo