PROGETTO UROVITA
PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO FAMILIARE NEL CANCRO PROSTATICO
Premesse
La Conferenza della Commissione degli Stati Uniti sulle Malattie Croniche nel 1957 sugli Aspetti Preventivi delle Patologie Croniche ha definito lo screening come: " la presunta identificazione di malattie o alterazioni non riconosciute attraverso l'uso di test, esami o altre procedure che posso essere utilizzate rapidamente. I test di screening suddividono le persone che apparentemente hanno una patologia da quelle che probabilmente non ne soffrono. Per test di screening non si intende un test diagnostico. Le persone con dati positivi o sospetti devono essere segnalati al proprio medico curante per la diagnosi e il trattamento." Per cio' lo screening e' un processo di selezione.
Nel 1968 Wilson e Jungner hanno evidenziato i principi di base dello screening e riassunti come segue:
La condizione osservata deve essere un importante problema sanitario.
Deve esistere un trattamento noto per i pazienti affetti da tale patologia.
Devono essere disponibili strumenti per diagnosi e terapie.
Deve essere riconoscibile uno stadio latente o sintomatico precoce.
Devono essere utilizzabili adeguati test o esami diagnostici.
Il test deve essere accettato da parte della popolazione.
La storia naturale della malattia, incluso lo stadio latente o conclamato, deve essere adeguatamente nota.
Deve esistere un accordo tra coloro che trattano i pazienti.
Il costo della ricerca del caso clinico (incluso la diagnosi e il trattamento del paziente diagnosticato) dovrebbe essere economicamente bilanciato in relazione alla possibile spesa per un trattamento completo.
Lo studio della ricerca del caso clinico deve essere un processo continuo e non un progetto unico "una volta per tutte".
L'eta' e' una delle tre determinanti certe e documentate del rischio di cancro prostatico, essendo le altre la familiaritą e l'origine etnica.
E' stato dimostrato che il rischio di tumore prostatico e' piu' elevato quando il cancro della prostata sia stato diagnosticato nel padre con meno di 70 aa. rispetto a quando sia stato diagnosticato dopo i 70 aa. Per il figlio il rischio di cancro prostatico diminuisce gradualmente con l'aumentare dell'etą del padre al momento della diagnosi.
Progetto UROVITA
Lo scopo dello screening proposto a livello del territorio italiano prevede di esaudire i seguenti punti:
valutare l'incidenza del cancro prostatico in soggetti d'eta' compresa tra 45 e 55 anni per un arco di tempo di 10 anni
confrontare il rischio di familiaritą per cancro prostatico verso un gruppo di controllo di pari eta' e condizioni
valutare se i criteri e i parametri di analisi della qualitą della vita subiscono variazioni nel tempo e nelle diverse fasce di eta' considerate
Lo screening viene effettuato attraverso la valutazione del dosaggio ematico del PSA (totale, frazionato e rapporto percentuale del PSA F/T), esplorazione rettale, valutazione della qualitą della vita secondo parametri internazionali validati.
Nel caso di positivita' di uno o di entrambi i test verra' effettuata agobiopsia prostatica transrettale ecoguidata.
La terapia successiva sara' decisa sulla base delle esperienze dei singoli centri con l'obiettivo di continuare il follow-up dei pazienti rispettando comunque i parametri stabiliti dallo screening.